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direttore F. FEDERICO USAI

Cronaca

Il Comando provinciale della Guardia di Finanza celebra il 244° anniversario della fondazione - Foto Gallery


VITERBO - Ricordato anche quest’anno a Viterbo l’Anniversario di fondazione della Guardia di Finanza con una cerimonia che si è tenuta  all’interno della caserma “Ten. Eudo Giulioli” sede del Comando Provinciale.

Nell’occasione, alla presenza del Prefetto di Viterbo, Dott. Giovanni Bruno delle Autorità Civili, Militari e Religiose della Provincia nonché di una rappresentanza della Sezione ANFI di Viterbo (Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia), sono stati consegnati diversi riconoscimenti ai militari che si sono maggiormente distinti in operazioni di servizio.

Durante il suo intervento il Comandante Provinciale - Col.t.ISSMI Giosuè Colella - ha posto l’accento sull’attuale significato di sicurezza che oggi comprende tutti quei fenomeni che incidono sulle libertà fondamentali sancite dalla nostra Costituzione quali, tra le altre, la libertà negoziale e d’impresa, il corretto funzionamento dei mercati e del risparmio, orientando l’azione della Guardia di Finanza principalmente a contrasto di quelle forme di evasione più sofisticate e pervicaci, che fanno ricorso a pratiche insidiose e raffinate e che generano i fenomeni evasivi e fraudolenti più gravi ed in grado di minare le regole su cui si basa la leale concorrenza.

E’ in questa ottica che la Guardia di Finanza è destinata a presidiare le esigenze di sicurezza economica e finanziaria del Paese, in quanto presupposto indispensabile per il benessere e lo sviluppo dell’Italia e dell’Unione Europea.

Il Corpo, in particolare, opera secondo precise direttive strategiche attuate mediante l’esecuzione di 48 piani operativi di respiro nazionale nel campo del:


•    contrasto all’evasione ed elusione fiscale ed altre frodi fiscali, che produce effetti negativi per l’economia, ostacola la concorrenza tra le imprese, danneggia le risorse economiche dello Stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti;
•    contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, con l’accento investigativo nei confronti dei fenomeni di spreco di denaro pubblico (sia esso nazionale o comunitario), di mala gestio della cosa pubblica anche mediante la repressione di condotte illecite più gravi rappresentate dai reati corruttivi per il rilancio dell’economia e per garantire, quindi, migliori condizioni di vita per tutti;  
•    contrasto a tutti i fenomeni di criminalità economica e finanziaria che danneggiano l’economia e minano la sana concorrenza tra imprese, quali il riciclaggio, la contraffazione, l’usura, la criminalità organizzata, la sicurezza dei prodotti e la tutela del “made in Italy”;
•    concorso al mantenimento della sicurezza interna ed esterna del Paese, con particolare riguardo alla lotta all’immigrazione clandestina, ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti, armi e rifiuti pericolosi.

Per i finanzieri viterbesi, l’ultimo anno e mezzo è stato un periodo che ha visto i reparti dislocati sul territorio della provincia particolarmente impegnati su diversi fronti, dalla lotta all’evasione e all’elusione fiscale, al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, alla tutela del mercato dei capitali e dei beni e servizi.

Più in dettaglio ecco il bilancio operativo eseguito nel 2017 e nei primi 5 mesi del 2018.

La tutela della spesa pubblica è strettamente collegata alla lotta all’evasione fiscale. La Guardia di Finanza, attraverso il suo operato, deve garantire ai cittadini che le imposte versate allo Stato siano impiegate correttamente e con trasparenza, nonché destinate a coloro che ne hanno effettivamente bisogno.

Si è inteso potenziare il patrimonio informativo attraverso l’implementazione dei rapporti di collaborazione con le istituzioni e gli altri enti che si occupano della gestione e dell’erogazione di risorse pubbliche. In questo contesto, costituiscono oggetto di attenzione operativa tutte le più significative voci di spesa pubblica: dai contributi alle imprese, ai finanziamenti del servizio sanitario, dalle risorse utilizzate per gli appalti pubblici a quelle relative al sistema previdenziale. Sul piano operativo, gli interventi dei Reparti si sviluppano attraverso l’esecuzione di indagini di polizia giudiziaria e lo sviluppo di approfondimenti a richiesta della Corte dei Conti.

Nel settore previdenziale è stata accertata una frode per oltre 500mila euro.  

Nell’ambito delle prestazioni sociale agevolate sono stati effettuati nr. 61 interventi, di cui nr. 18 irregolari, con l’accertamento di violazioni di carattere penale nei confronti di nr. 4 soggetti che non aveva diritto alle agevolazioni previsti dalla legge.

Nell’ambito dei controlli ai ticket sanitari sono stati effettuati nr. 38 interventi, di cui 37 irregolari, con l’accertamento di violazioni di carattere amministrativo nei confronti di nr. 37 soggetti e l’accertamento della frode consumata per oltre 48 mila euro.

Nell’ambito di accertamenti svolti su delega della Corte dei Conti, segnalati sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per oltre 69 milioni di euro e segnalati alla magistratura contabile nr. 96 soggetti per connesse ipotesi di responsabilità erariale.

Tra i servizi di maggior rilievo spiccano le operazioni portate a termine:
a.    dalla dipendente Compagnia di Tarquinia, conclusasi con l’arresto di nr. 4 soggetti, responsabili del reato di caporalato e sfruttamento del lavoro di operai impiegati in una azienda tarquiniese, operante nel settore metalmeccanico, e l’accertamento di un’ingente truffa ai danni dell’INPS per oltre 1,2 milioni di euro, di cui circa 140 mila euro, corrispondente ai mancati versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali nonché ai fittizi licenziamenti/assunzioni, sottoposti a sequestro preventivo in virtù della nuova normativa in vigore;
b.    dal dipendente Nucleo di polizia economico-finanziaria di Viterbo conclusasi con il sequestro della struttura portuale del comune di Marta riguardanti i lavori di ristrutturazione ed ampliamento della diga, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Viterbo e la denuncia di nr. 8 responsabili per reati ambientali, abuso d’ufficio e falso ideologico.

Le linee d’azione dei Reparti della Guardia di Finanza viterbesi sono state incentrate principalmente sull’incremento della qualità dei controlli e sull’accurata selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, supportata dal ricorso alle banche dati e applicativi disponibili, dall’intelligence e dal controllo economico del territorio, in modo da limitare quanto più possibile, da un lato l’impatto ispettivo sulle attività economiche e migliorarne, dall’altro, l’efficacia, indirizzando le attenzioni su quei soggetti con più elevati profili di evasione, causa di alterazione delle regole del mercato e di ingente danno per i cittadini e gli imprenditori onesti.

Contro l’evasione e le frodi fiscali, anche di tipo organizzato, sono state concluse nr. 461 fra verifiche e controlli a tutela del complesso degli interessi erariali comunitari, nazionali e locali.

Denunciati nr. 105 soggetti responsabili di reati fiscali, di cui nr. 3 in stato di arresto; la maggior parte riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile ed indebita compensazione e sottrazione fraudolenta di documentazione e l’individuazione di un caso di “frode carosello”.  

Sono stati scoperti e segnalati nr. 106 evasori totali, soggetti sconosciuti al fisco ovvero che per diverse annualità hanno omesso il pagamento delle imposte, con grave danno per l’Erario e la società.

Nel contrasto al sommerso da lavoro, sono stati scoperti nr. 82 datori di lavoro che hanno impiegato nr. 303 tra lavoratori in nero ed irregolari.

Sono state avanzate proposte di sequestro patrimoniali per reati fiscali per un valore di oltre 30 milioni di euro ed accertate frodi nell’ambito della politica agricola comune e politica comune della pesca per un valore di quasi 500 mila di euro.

La Guardia di Finanza è fortemente impegnata anche nel contrasto alle frodi perpetrate nel settore delle accise, con la duplice finalità di tutelare la pretesa erariale e di preservare la correttezza del mercato.
Per contrastare l’evasione nel settore, la Guardia di Finanza opera mediante controlli su strada dei generi trasportati e predisponendo specifiche attività ispettive depositi fiscali e commerciali, nonché gli altri operatori deputati alla gestione ed all’impiego del prodotto, con l’esecuzione nr. 94 interventi eseguiti presso i relativi impianti ed il sequestro di oltre 10 mila kg. di prodotti energetici.

Il Corpo punta all’aggressione dei patrimoni illeciti e delle imprese criminali con l’obiettivo di colpire la delinquenza organizzata nel cuore dei propri interessi economici e patrimoniali, attraverso l’individuazione ed il conseguente sequestro di beni e ricchezze riconducibili a soggetti indagati o indiziati di reati di mafia ovvero responsabili di reiterati delitti di natura economica e finanziaria, nonché ai loro prestanome. Questo non solo per togliere alle organizzazioni criminali le proprie fonti finanziarie, ma anche per recuperare alla collettività la ricchezza ottenuta con gravi delitti, rafforzando il valore educativo della legalità.

Complementare a tale ambito operativo, è l’attività svolta a tutela della criminalità economica e finanziaria, nell’ambito della quale sono stati eseguiti complessivamente nr. 273 interventi.

Tra queste, si evidenziano, nell’ambito del contrasto al fenomeno del riciclaggio di denaro che, comporta una grave distorsione nell’economia legale, con l’esecuzione di nr. 6 controlli antiriciclaggio, di nr. 60 controlli nell’ambito del finanziamento del terrorismo e l’approfondimento di nr. 75 segnalazioni di operazioni sospette.

Inoltre sono stati eseguiti nr. 458 accertamenti inerenti l’attività di prevenzione antimafia su richiesta dei Prefetti.

Eseguiti nr. 12 accertamenti patrimoniali, tra cui quelli connotati da pericolosità economico-finanziaria, nei confronti di nr. 71 soggetti, con proposte di sequestro per oltre 13 milioni di euro e valori sequestrati di quasi 800 mila euro.

Nell’attività di contrasto della sicurezza in materia di circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento sono stati eseguiti nr. 41 interventi e sequestrati valori per quasi 18 mila di euro.

La contraffazione rappresenta uno dei crimini maggiormente dannosi per l’economia legale, in quanto integra, in un contesto unitario, una pluralità di condotte illecite, che vanno dall’evasione fiscale e contributiva, allo sfruttamento del lavoro nero ed irregolare, dal riciclaggio al reimpiego di capitali illeciti; tutti fenomeni che, tra l’altro, danneggiano il mercato e sottraggono opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole.

Senza dimenticare i possibili rischi per la salute dei consumatori, considerato che i prodotti contraffatti sovente non rispettano le norme e gli standard di sicurezza richiesti dalle normative nazionali ed europee.

Eseguiti nr. 86 interventi e segnalate nr. 88 persone, di cui nr. 62 denunciate all’Autorità Giudiziaria.

Sequestrati oltre 280 mila prodotti illegali, perché contraffatti, piratati, pericolosi o recante falsa o fallace indicazione di origine o provenienza.

La Guardia di Finanza ricopre un importante ruolo di presidio anche nel comparto dei giochi e delle scommesse, coerentemente con le primarie missioni istituzionali, laddove si consideri che l’esercizio delle attività ludiche al di fuori del circuito legale, strettamente controllato dalle preposte Autorità, oltre ai negativi risvolti per l’ordine e la sicurezza pubblica, comporta ingenti nocumenti alle casse dell’Erario sotto forma di imposte non versate, così causando un danno all’intera collettività.

Nell’ambito del contrasto al gioco illegale sono stati effettuati nr. 20 interventi presso sale giochi e centri di scommesse ubicate in diversi comuni della provincia, verbalizzati nr. 41 soggetti e sequestrati nr. 3 apparecchi terminali e congegni da divertimento.

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